Un calice de “La Firma”

In un sorso la tradizione, la cultura,la forza di una famiglia, Giuratrabocchetti , e la storia di un popolo che vinifica da secoli. E questo lo apprendi, centellinandolo in un eccellente wine bar.

L’esperienza impareggiabile, invece,  è l’odore che si percepisce, la tradizione che si respira, un bouquet di umidità intrisa di muffa, legno, tannino, vino, nel visitare quei “sacelli”, antri, grotte ricavate nel tufo. Lo stesso che dà a queste uve autoctone, la caratteristica unica di questo vino nobile. Cantine scavate nel tufo già dagli albanesi e riutilizzate dai Padri Francescani, circa cinque secoli addietro, sono il luogo in cui vive e matura l’Aglianico.

Ancora una volta il tufo, tipico di queste grotte, contribuisce, dando vita ad un essenziale microclima, ad affinare in modo eccellente questo gran vino. Giusta umidità, temperatura costante e adeguata ventilazione, da allora ad oggi sono gli elementi basilari per un perfetto affinamento.

Gli scatti sono stati effettuati nelle grotte e nell’antistante facìle delle “Cantine del notaio” a Rionero in Vulture. Nome della cantina in onore al padre, notaio; i vini dagli atti della professione notarile.

Un mio personalissimo grazie.

Qui l’Aglianico giace in botti di barriques di rovere francese.

La degustazione, in loco, qui nelle “cantine del notaio” di un rosso, generoso, franco,elegante, ha un sapore completo.


prev next